Critiche alla Chiesa Cattolica
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Nel corso dei secoli alla chiesa cattolica sono stati mosse accuse di vario tipo, sia dal punto di vista religioso che storico. Nei primi secoli del cristianesimo le accuse più comuni, provenienti dagli ambienti popolari della religione tradizionale greco-romana, erano di infanticidio e incesto. Nei medioevo le accuse, provenienti da gruppi pauperistici o eretici, erano di avere abbandonato la presunta povertà di Gesù. Con il Protestantesimo le accuse più comuni erano di avere pervertito le pure dottrine dei tempi antichi e della bibbia, riscoperta dai riformatori. Con l'illuminismo e il positivismo l'accusa più comune era quella di oscurantismo, cioè di voler ostacolare il trionfo della ragione prima e della scienza poi, esemplificato in istituzioni e episodi come l'inquisizione, il processo a Galileo Galilei e a Giordano Bruno. Spesso la Chiesa è stata accusata, ad esempio dai nazisti, di essere un'organizzazione omosessuale [11], soprattutto per quanto riguarda la vita monastica, mentre dalla seconda metà del XX secolo fra le accuse più comuni sono da ricordare quelle relative alla storia del rapporto con l'ebraismo, l'omofobia e il maschilismo delle istituzioni cattoliche.
Tuttora non esiste accordo sull'entità di queste colpe e la loro sussistenza è un tema molto dibattuto, anche perché occorre distinguere fra la ricerca storica e la propaganda.
Papa Giovanni Paolo II ha riconosciuto pubblicamente che ci sono stati membri sia tra i fedeli laici che tra il clero (inclusi vescovi e papi) che si sono macchiati di colpe, e ha invocato il perdono di Dio e degli uomini per i peccati "dei figli e delle figlie della Chiesa", sia riguardo alle azioni che alle omissioni; tuttavia, secondo Giovanni Paolo II, i peccati degli uomini di chiesa non implicano che la Chiesa in sé ne sia colpevole.
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